Juve: il decennio 2010/2: quali squadre hanno vinto 9 titoli consecutivi o più in Europa

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Juventus record campionati vinti nel TOP 5 di Europa

Oltre al nono scudetto italiano, i numeri portano altri numeri e così, immergendosi nei dati dell’ultimo decennio, si scopre che la Juventus con questo scudetto entra nella TOP 5 delle squadre europee con più successi di seguito.

Dinamo Kiev: dal 1993 al 2002 – 9 scudetti di fila

Raggiunge la Dinamo Kiev, che ne ha vinti 9 dal 1993 al 2002. 

Dinamo Tbilisi e Sheriff Tiraspol – 10 scudetti di fila

Ora mancano da raggiungere la georgiana Dinamo Tbilisi e la moladava Sheriff Tiraspol che hanno 10 scudetti di fila nel loro palmares. L’una dal 1990 al 1999 e l’altra dal 2001 al 2010. 

Dinamo Zagabria – 11 scudetti di fila

A seguire ci sono poi i croati della Dinamo che hanno trionfato per ben 11 volte dal 2006 al 2016. 

Rosenborg e Bate Borisov – 13 scudetti di fila

Ancora più lontane sono il Rosenborg (1992-2004) e il Bate Borisov (2005-2018), arrivate in terra norvegese e moldava a 13 campionati vinti. 

Skonto Riga e Lincoln – 14 scudetti consecutivi

Per ora sembrano miraggi le due formazione più vincenti (di seguito) nei propri tornei nazionali. La lettone Skonto Riga dal 1991 al 2004 ha trionfato 14 volte. E poi il Lincoln di Gibilterra vincente dal 2002 al 2016.

Campionati vinti consecutivamente: record Juve nei principali tornei nazionali

Ma se guardiamo ai tornei continentali di maggior spicco, la Juventus non ha eguali e ha superato formazioni di tradizione e caratura tecnica:

  • Il Bayern Monaco vincente per otto volte dal 2012 al 2019/20
  • Il Lione con sette titoli dal
  • Il Real Madrid con 5 scudetti di fila in due sessioni però: 1960-1965 e 1985-1990
  • Huddersfield Town (1923-26), Arsenal (1932-35), Liverpool (1981-1984) e Manchester United (1998-2001/ 2006-2009) in Premier League.

Juventus 2010-2020: dalle cenere di calciopoli all’Europa

Il viaggio di una squadra e di una società che nel corso del decennio ha saputo risollevarsi dalle ceneri di farsopoli e tornare a recitare un ruolo tra le grandi d’Europa.

Il decennio appena trascorso è stato uno dei più significativi per i bianconeri. La società aveva subito a metà degli anni 2000 l’umiliazione di un processo “iniquo e sommario”. Accusata di aver falsato campionati senza aver truccato partite, di avere al soldo una scuderia di arbitri senza averne vantaggi (media punti con gli arbitri presunti “sodali” inferiore rispetto a quella avuta con gli altri arbitri) e senza che si fosse mai trovato un movimento bancario né un altro sistema di corruzione.

Una sentenza basata sul nulla, ma che ha di fatto distrutto una delle squadre più forti del mondo. Tanta ne è la testimonianza che nella finale dei Mondiali di calcio del 2006, tra le fila delle due contendenti, Francia e Italia, figuravano ben nove calciatori della Juventus. Tre tra i blues e sei tra gli azzurri. Gli altri due erano il Pallone d’Oro del 2003 Pavel Nedved e un fenomeno come Zlatan Ibrahimovic.

Quella squadra fu spazzata via. Quella società fu distrutta. Alcuni dei calciatori di quegli anni decisero di restare anche in Serie B, per riportare la Vecchia Signora al posto che le spettava. E a loro adesso spetta un posto speciale nella storia della Juventus e nel cuore dei tifosi. EROI:

ALESSANDRO DEL PIERO

GIANLUIGI BUFFON

PAVEL NEDVED

MAURO GERMAN CAMORANESI

DAVID TREZEGUET

Quattro Campioni del Mondo e un Pallone d’Oro. In Serie B. Per la Juventus!

Gli anni successivi videro gli ultimi sforzi dei vecchi leoni permettere di terminare le stagioni 2007/08 e 2008/09 con un terzo e un secondo posto. Il decennio, però, si chiuse con il naturale declino della squadra, in mano ad una dirigenza inadeguata e improvvisata, e con due settimi posti nelle annate 2009/10 e 2010/11. Ma qualcosa stava già cambiando. Mentre le storiche rivali milanesi festeggiavano quelli che sono rimasti gli ultimi trofei della loro storia, la Juventus si preparava al decennio della rinascita, in seguito a un grande evento.

La svolta del decennio: l’arrivo di Agnelli

L’evento più importante del decennio appena passato è avvenuto il 19 maggio 2010. La Juventus annuncia che il nuovo Presidente della Società sarà Andrea Agnelli. Dopo 48 anni dalla presidenza del padre, Umberto, ancora un esponente della famiglia Agnelli si sarebbe seduto alla presidenza. Il quarto dopo Edoardo, Gianni e Umberto.

Andrea mette subito in atto la sua rivoluzione. A capo dei settori strategici della società vengono messe persone di indubbia capacità e professionalità. In particolare alla guida della parte sportiva viene posto Giuseppe Marotta. Il primo anno della nuova dirigenza serve a riorganizzare profondamente la struttura societaria. Viene finalmente ultimato lo Juventus Stadium, che verrà inaugurato all’inizio della stagione 2001/12 e iniziano a essere messe in atto strategie di sviluppo del marchio che sono ancora oggi in continua evoluzione.

Stagione 2011/12: La Juve di Conte

La stagione comincia con il ritorno del capitano di tante battaglie Antonio Conte. Conte non corre più tra i prati, adesso siede in panchina, ed è la scommessa di Agnelli e Marotta. Insieme a Conte arrivano la promessa Arturo Vidal e, a parametro zero, il Maestro Andrea Pirlo. Che raggiungono Buffon e Del Piero, Campioni del Mondo nel 2006, insieme a Barzagli che si era unito ai bianconeri l’anno precedente. Dalla stagione precedente era in rosa anche il giovane Leonardo Bonucci. Avevano già qualche stagione in bianconero anche Chiellini e Marchisio.

Saranno proprio i tre difensori centrali, Barzagli, Bonucci e Chiellini, davanti a Buffon, a guidare la squadra per quasi tutto il decennio. Nasceva una delle linee difensive più forti d’Europa.

In attacco, accanto a Capitan Del Piero, trovavano posto Vucinic, Borriello, Quagliarella e Matri, con l’apporto sempre essenziale di Simone Pepe.

Fu una stagione trionfale in campionato, conclusa con lo Scudetto con quattro punti di vantaggio sul Milan campione uscente. La Juventus non perse nessuna gara di campionato e conobbe l’unica sconfitta nella finale di Coppa Italia persa contro il Napoli.

È lo Scudetto della Terza Stella, quella che la Juventus rivendica orgogliosamente e che nessuna sentenza parziale e contraddittoria può cancellare.

La stagione si concluse con l’emozionante addio del Capitano di tante battaglie: Alessandro Del Piero che aveva guidato la Juventus sul tetto del mondo nel finire degli anni ’90, che aveva tenuto per mano la Signora nell’Inferno della Serie B, simbolo di juventinità e di amore per la maglia, idolo del popolo bianconero. Lasciava la sua amata, con lo Scudetto nuovamente tra le mani. Il giro di campo fu un’emozione unica per tutti.

Stagione 2012/13 – La seconda stagione di Conte

La stagione 2012/13 vide l’acquisto della coppia dell’Udinese formata da Isla e Asamoah e il rientro di Giovinco. Dei due calciatori arrivati dal Friuli ci si aspettava molto dal cileno, ma fu invece il ghanese a trovare più spazio e fornire le migliori prestazioni, tanto da diventare punto fermo della squadra sulla fascia sinistra. Giovinco che doveva idealmente prendere il posto di Del Piero, cosa che il giovane cresciuto nelle giovanili juventini non fece a pieno. Inoltre arriva anche un giovanotto di belle speranze, il suo nome è Paul Pogba.

Nonostante la squalifica di 10 mesi (poi ridotti a 4) di Antonio Conte, la Juventus continua a vincere, guidata dal secondo di Conte, Massimo Carrera.

La stagione cominciò con la vittoria ai rigori della Supercoppa Italiana contro il Napoli. Il cammino in campionato fu ancora una volta entusiasmante, con una corsa che vide la Juventus in testa sin dalla prima giornata. Alla fine i bianconeri vinsero con nove punti di vantaggio proprio sugli azzurri.

In Champions League la Vecchia Signora fece il proprio ritorno tra le 8 squadre più forti d’Europa. Il cammino si interruppe ai quarti di finale, contro il Bayern Monaco. Quella sfida mostrò come la Juventus fosse ancora lontana dal livello al quale ambiva.

Non andò bene in Coppa Italia con i bianconeri eliminati in semi-finale dalla Lazio, che poi si sarebbe aggiudicata il trofeo battendo in finale la Roma.

Stagione 2013/14 – La Juventus del record

Nella terza stagione di Conte arriva la prima grande stella di caratura internazionale, dopo Pirlo. Si tratta di Carlos Tevez, attaccante in uscita dal Manchester City. L’argentino eredita la maglia che fu di Alessandro Del Piero e la indossa con onore. Arriva anche lo svincolato Fernando LLorente, centravanti spagnolo di grande stazza fisica.

La stagione comincia con la vittoria in Supercoppa Italiana contro la Lazio e prosegue con un’epica cavalcata in campionato che produrrà il record di punti: ben 102. Mai nessuna squadra si era spinta a tanto. Alla fine saranno 17 i punti di distacco dalla seconda classificata, la Roma.

L’andamento trionfale in campionato paga dazio nelle coppe. In Coppa Italia la squadra viene eliminata ai quarti dalla Roma, dopo aver superato solo il primo turno contro l’Avellino. In Champions League la squadra non supera il girone B, terza dietro il Real Madrid di Cristiano Ronaldo che sarebbe diventato campione e dietro il Galatasaray con la dolorosa sconfitta sulla neve in Turchia.

Retrocessa in Europa League, la Juventus arriva fino alla semifinale. Nella partita di ritorno contro il Benfica, ai bianconeri sarebbe bastato vincere 1-0, dopo il 2-1 subito in terra lusitana. Per 23 minuti in superiorità numerica i bianconeri non riescono a sfondare e la partita finisce a reti inviolate. Il Benfica perderà la finale proprio allo Juventus Stadium contro il Siviglia e la Juve perde l’occasione di giocarsi la vittoria e il primo trofeo europeo dal 1997 davanti al proprio pubblico. In una partita che l’avrebbe vista grandissima favorita. Un’ occasione immensa persa per impreziosire il decennio con un trofeo internazionale.

Stagione 2014/15 – Il miracolo sfiorato di Allegri

Il periodo bianconero di Conte è agli sgoccioli. Dopo tre giorni dall’inizio del ritiro pre stagione, con grande sorpresa di tutti, Conte si dimette. La Juventus decide di affidare la squadra a Massimiliano Allegri. La scelta di Allegri sarà contestata da larghe frange di tifosi per tutta la durata in carica del Mister. Nonostante ciò i risultati sorrideranno all’allenatore toscano.

Il mercato vede l’addio di Vucinic e Quagliarella e l’innesto di Morata e Sturaro. Nessuna rivoluzione, quindi.

Con una rosa simile a quella del proprio predecessore Allegri fa molto meglio. La Juventus vince il campionato con 17 punti di distacco dalla Roma. Perde la Supercoppa Italiana ai rigori, ma conquista la Coppa Italia contro la Lazio.

In Europa, con grande sorpresa, dopo essersi qualificata ,da seconda, alla fase a eliminazione diretta, supera il Borussia Dortmund, il Monaco ed i campioni in carica del Real Madrid, fermandosi solo nella finalissima contro il Barcellona dei fenomeni guidati da Pep Guardiola.

Con una rosa simile a quella dell’anno precedente, Allegri sfiora la tripletta.

Stagione 2015/16 – La Juventus di Allegri nella Storia (#Hi5tory)

Il mercato vede in uscita Tevez e Vidal, mentre entrano in rosa Dybala, Alex Sandro, Mario Mandzukic e quel Simone Zaza che sarà decisivo nello scontro Scudetto contro il Napoli.

La stagione comincia con la vittoria in Supercoppa Italiana contro la Lazio. In campionato la storia è diversa da quella degli ultimi anni: la Juventus stenta all’inizio e le altre volano. Dopo la sconfitta casalinga contro il Sassuolo, i bianconeri si ritrovano al dodicesimo posto. Ma qualcosa si muove nel cuore dei Campioni e l’orgoglio porta la Juve a una inesorabile risalita, con una serie impressionante di vittorie.

La corsa finisce con la vittoria dello Scudetto con nove punti di vantaggio sul Napoli. Ed è lo Scudetto che consegna questa Juventus ancora una volta alla Storia: emulando la Juventus del Quinquennio d’Oro 1930-35 e il Grande Torino di Valentino Mazzola.

L’avventura in Coppa Italia regala ancora un trofeo da mettere in bacheca, mentre in Champions League la corsa si ferma in casa del Bayern Monaco. Sono ancora i bavaresi ad interrompere i sogni dei bianconeri. Dopo il pari allo Stadium per 2-2, i 90 minuti di Monaco finiscono ancora in parità, dopo che la Juventus era andata in vantaggio per 2-0 con le reti di Pogba e Cuadrado, con il Bayern che pareggia durante il recupero del secondo tempo. Nei supplementari i tedeschi dilagano su una Juve stremata e vincono per 4-2.

Stagione 2016/17 – La Juventus nella Leggenda (#Le6end)

Vengono ceduti Morata e Pogba, ma entrano a far parte della squadra Higuain, Pjanic e Cuadrado.

La stagione comincia con un ruolino di marcia impressionante. La squadra riprende la corsa che aveva permesso la vittoria dello Scudetto nella stagione precedente e alla quinta giornata è già prima in classifica, posizione che non lascerà fino alla fine del torneo. La Juventus conquista quindi il sesto Scudetto consecutivo, un risultato che nessuno aveva mai raggiunto prima. Nonostante la sconfitta nel finale di stagione contro la diretta concorrente, la Roma, i bianconeri chiudono con quattro punti di vantaggio sui rivali. É lo Scudetto della Leggenda.

La Juventus perde la Supercoppa Italiana ai rigori contro il Milan, ma si ripete in Coppa Italia, ancora contro la Lazio, vincendo il terzo trofeo di fila. Altro record.

Allegri quindi supera Conte nel proprio triennio. Se il mister salentino aveva conquistato 3 Scudetti e 2 Supercoppe Italiane (anche se nella prima Conte era squalificato e sulla panchina sedeva Carrera), per Max il palmares bianconero recita 3 Scudetti, 1 Supercoppa Italiana e 3 Coppe Italia, che Conte non era mai riuscito a vincere.

Ma la Juventus riesce ancora una volta a farsi valere anche in campo internazionale. In Champions League, dopo aver vinto il girone H contro Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria, si qualifica alla fase eliminatoria. Elimina nell’ordine: Porto, Barcellona (con l’indimenticabile partita dello Stadium) e Monaco. Ancora una volta i bianconeri non superano lo scoglio finale e le velleità della Vecchia Signora si infrangono contro il Real Madrid.

Ancora una volta la Juventus va vicinissima al sogno della tripletta, ma cade all’ultimo atto.

Stagione 2017/18 – La Juventus nel Mito (#Mi7h)

Il mercato vede molti nuovi innesti, tra i quali Bernardeschi, Matuidi, Szczesny, Douglas Costa e Bentancur. A sorpresa saluta la Signora Bonucci, che va a prendere la fascia di capitano del Milan. L’avventura del centrale viterbese non sarà prodiga di successi.

La Supercoppa Italiana, giocata in agosto, vede la Juve soccombere alla Lazio.

Ancora un inizio stentato dei bianconeri in campionato, il secondo di un decennio dominato. Il Napoli di Sarri vive un grande inizio di stagione e domina il campionato per lunghi tratti. La Juventus raggiunge il primo posto in classifica solo alla ventisettesima giornata, ma lo confermerà fino alla fine del campionato, finendo con un vantaggio di 4 punti proprio sul Napoli che abbandona ogni velleità nella sconfitta di Firenze. La Juventus continua così la sua striscia che ormai la porta oltre la Leggenda, nel Mito.

In Coppa Italia c’è il quarto successo consecutivo. La Vecchia Signora migliora un altro record di successi consecutivi, battendo il Milan in finale con un perentorio 4-0.

In Champions League i bianconeri si qualificano secondi nel girone dietro il Barcellona. Dopo aver superato il Tottenham incontrano il Real Madrid. Dopo la sconfitta in casa per 3-0 le speranze di qualificazione sembrano svanite nel nulla, ma la partita di ritorno racconterà un’altra storia. I bianconeri riescono ad andare in vantaggio per 0-3 in casa dei campioni in carica e futuri vincitori del trofeo. Solo un rigore al 97esimo minuto di Cristiano Ronaldo nega ai bianconeri i tempi supplementari. Anche questa rimarrà solo un’impresa europea sfiorata.

Stagione 2018/19 – Una Juventus meravigliosa (#W8nderful)

La Juventus fa il colpo che scuote il calcio mercato internazionale. Il giocatore più forte del mondo, alla pari di Messi, mette la casacca bianconera. La Juventus acquista dal Real Madrid, Cristiano Ronaldo. Gli altri colpi di mercato: Cancelo, Perin, Emre Can, il ritorno di Bonucci, vanno in secondo piano. Viene invece ceduto al Milan, Higuain.

Diversamente dalla stagione precedente, la Juventus parte in testa al campionato e vi rimane per tutto il torneo. Alla fine saranno 11 i punti di vantaggio sul Napoli.

I bianconeri portano a casa anche la Supercoppa Italiana, grazie al gol di Cristiano Ronaldo che sancisce la vittoria per 1-0 ai danni del Milan. In Coppa Italia, dopo aver superato il Bologna, la Juventus viene eliminata dalla fenomenale Atalanta di Gasperini.

Dopo aver vinto il girone H di Champions League, lasciandosi alle spalle Manchester United, Valencia e Young Boys, i bianconeri affrontano la fase a eliminazione diretta. La sconfitta per 2-0 in casa dell’Atletico Madrid sembra aver messo fine alla corsa europea della Juventus, ma nella gara di ritorno una tripletta di Cristiano Ronaldo regala la qualificazione ai bianconeri.

Il sorteggio sembra favorevole: la Juventus affronta l’Ajax. Ma i ragazzini terribili di Ten Hag hanno già eliminato il Real Madrid, e dopo l’1-1 dell’andata vincono allo Stadium per 2-1 proprio con il gol decisivo del futuro juventino De Ligt.

Addio Max Allegri

La fine della stagione coincide con l’addio di Max Allegri. Il gioco poco moderno e propositivo, ma soprattutto la necessità di cambiare e dare nuovi stimoli ad una squadra troppo “abituata” a se stessa hanno giocato un ruolo importante nella decisione di cambiare guida tecnica alla squadra.

Allegri lascia la Juventus con 5 Scudetti, 4 Coppa Italia e 2 Supercoppa Italiana vinti, oltre ai 2 secondi posti in Champions League in cinque stagioni. Certamente il tecnico che ha segnato più di tutti il decennio della Juventus.

Stagione 2019/20 – Verso una Juventus più europea?

Veniamo quindi alla stagione attuale. Una stagione cominciata con una rivoluzione societaria, che ha dato un nuovo assetto dirigenziale. Necessaria dopo un decennio di vittorie. L’amministratore con delega all’area sportiva Marotta è stato sostituito dal suo allievo Fabio Paratici. Marco Re e Giorgio Ricci sono stati messi a capo rispettivamente dell’area finanziaria e ricavi. Alla guida della società ci sono sempre il Presidente Andrea Agnelli e il vice Presidente Pavel Nedved.

La rivoluzione più profonda è stata attuata dal punto di vista tecnico. La guida della squadra è stata affidata a Maurizio Sarri. Un tecnico agli antipodi rispetto al suo predecessore.

Sono stati aggiunti alla rosa De Ligt, Danilo, Demiral, Ramsey, Rabiot e ci sono stati i ritorni di Higuain e Buffon. Hanno invece lasciato la squadra Cancelo, Spinazzola e Kean.

La Juventus ha cominciato la stagione nel migliore dei modi nonostante le aspettative. Se è vero che il gioco espresso in campo non è ancora quello che si attendeva, è altrettanto vero che la Juventus si trova ancora in testa alla classifica di Serie A e ha vinto il girone di Champions League con una giornata di anticipo.

Il primo trofeo della stagione è stato perso a favore di una Lazio che ha messo in evidenza i difetti di una squadra ancora da migliorare sotto molti aspetti.

Uno sguardo indietro e uno sguardo avanti

Quella in corso è certamente una stagione di cambiamenti. La società ha deciso di dare una discontinuità netta rispetto al decennio passato. I tifosi devono avere pazienza ed avere fiducia in una società che nell’ultimo decennio ha dominato la scena nazionale e sfiorato più volte il successo internazionale.

Guardandosi indietro ci si deve rendere conto che la società presa in mano da Andrea Agnelli veniva dallo sfregio di farsopoli e da una tentata rinascita guidata in modo fallimentare da persone non all’altezza. In un decennio Andrea ha restituito dignità e gloria alla Juventus.

Negli ultimi dieci anni la Juventus ha collezionato 8 Scudetti, 4 Coppa Italia, 4 Supercoppa Italiana, una semifinale di Europa League e due finali di Champions League. É stata stabilmente tra le prime 8 squadre più forti d’Europa negli utimi cinque anni ed ha raggiunto il quinto posto nel ranking UEFA. Con queste premesse è lecito avere fiducia nel cambiamento, nelle capacità di questi uomini che hanno portato a questo livello la Vecchia Signora.

Le mosse della società sono votate a raggiungere quel successo che da troppi anni manca e che troppe volte è stato sfiorato. Allora guardiamo con orgoglio al decennio appena passato e con fiducia a quello che sta arrivando, ben coscienti che questa società, questa squadra, questi uomini, lotteranno con tutte le loro capacità per mantenere fede al proprio motto: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta“. Fino alla fine!

Fonte della foto: www.juventus.com

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