NBA: tutte le risposte sulla ripartenza: perché 22 squadre e con quali criteri

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NBA 22 squadre: ripartenza il 31 luglio

Dopo l’interruzione forzata del campionato per il Coronavirus,il commisioner Adam Silver ha dichiara la ripartenza dell’NBA.

Stop NBA: il 12 marzo

La stagione sportiva 2019\2020 è stata interrotta bruscamente a tutti i livelli e in tutto il mondo a causa del diffondersi del Coronavirus, circostanza da noi trattata in 2020 un anno di sport: tutti gli eventi più importanti annullati o spostati – Novità tennis!.

La situazione epidemiologica in Italia, paese resosi tristemente noto a livello internazionale come primo focolaio europeo, ha portato alla sospensione delle competizioni cestistiche già a fine febbraio, anticipando di poco più di un mese la decisione ufficiale del campionato americano di NBA.

La Chesapeake Energy Arena, in Oklahoma, è lo sfondo del primo evento che l’11 Marzo segna in modo definitivo la decisione di sospendere l’NBA, è a pochi minuti dal fischio di inizio della partita tra Thunder Utah Jazz, infatti che lo speaker della partita dichiara annullata la partita e invita i tifosi presenti ad abbandonare gli spalti. Si saprà solo successivamente che la decisione degli arbitri di interrompere la partita programmata da li a pochi minuti, è stata presa a causa della positività al Coronavirus di un giocatore degli Utah Jazz, Rudy Gobert.

Il giorno successivo è proprio il commisioner NBA Adam Silver ad ufficializzare con una nota la decisione della Lega di sospendere il campionato a causa della positività del giocatore, e dei rischi a ciò connessi.

La decisione dell’NBA: si riparte

Il 4 Giugno dopo mesi di doveroso silenzio e angoscia è arrivata la decisione della Lega americana di dare il via libera alla ripartenza del campionato cestistico, approvando con 29 voti a favore  il piano proposto da Adam Silver, unico voto contrario quello dei Portland Trailer Blazers, società che preferiva adottare un format a 20 squadre.

NBA ripartenza: dove e quando la prima partita?

Il 31 Luglio è la data prefissata per la ripresa dell’NBA. La sede unica scelta dal commisioner è la città di Orlando in Florida e in particolare il Disney World Resort,  un luogo che sarà totalmente dedicato all’NBA sia per quanto riguarda le restanti partite in programma, sia per gli alloggi dei giocatori e dei membri dello staff delle società.

Le squadre sono attese ad Orlando il 7 Luglio per l’inizio degli allenamenti in vista dell’inizio della ripresa.

NBA 22 squadre: perché?

Il piano proposto da Adam Silver prevede la ripartenza per 22 squadre su 30 iscritte al campionato. Le otto esclusioni dipendono unicamente dal fatto che al giorno della sospensione per loro il campionato era già concluso, e le partite rimanenti non avrebbero potuto in nessun modo cambiare la loro posizione.

In particolare le 8 escluse risultano essere a Ovest i Minnesota Timberwolves e i Golden State Warriorsad est i Cleveland Cavaliers, i New York Kniks, gli Atlanta Hawks, i Chicago Bulls, i Detroit Pistons e i Charlotte Hornets.

Rimangono quindi 22 le squadre che si contenderanno l’anello per la stagione 2019\2020.

Le prime 13 squadre per quanto riguarda la Western Conference sono:

  1. Sacramento Kings
  2. Denver Nuggets
  3. Portland Trail Blazzers
  4. San Antonio Spurs
  5. Oklahoma City Thunders
  6. Los Angeles Lakers
  7. Memphis Grizzlies
  8. New Orleans Pelicans
  9. Utah Jazz
  10. Los Angeles Clippers
  11. Houston Rockets
  12. Phoenix Suns
  13. Dallas Mavericks

A completare il quadro delle squadre partecipanti si aggiungono le prime 9 della Eastern Conference e in particolare:

  1. Boston Celtics
  2. Washington Wizards
  3. Toronto Raptors
  4. Miami Heat
  5. Orlando Magic
  6. Philadelphia 76ers
  7. Milwaukee Bucks
  8. Brooklyn Nets
  9. Indiana Pacers

I criteri della ripartenza NBA: partite e playoff

Quante partite si giocheranno?

Il campionato riprenderà seguendo le classifiche formatasi al giorno della sospensione del campionato. Il piano del commisioner Silver prevede che la regular season continui con 88 partite da disputare, 8 per ogni team.

Chi potrà accedere ai playoff?

Le squadre ammesse ai playoff saranno 16, 8 per conference. L’accesso ai playoff è garantito alle prime 7 squadre classificate al termine della regular seasonL’assegnazione dell’ottavo posto disponibile è la vera novità introdotta con il piano proposto da Adam Silver, si tratta infatti di un vero spareggio tra ottava e nona classificata chiamato play-in tournament.

Il play-in tournament si giocherà solamente nel caso in cui la differenza a fine regular season tra ottava e nona classificata sarà di quattro partite o meno, nel caso in cui fossero di più lo spareggio non sarà necessario e passerà di diritto l’ottava classificata trovandosi di fronte ai playoff la squadra migliore della conference.

I playoff: cambierà qualcosa?

I playoff, la parte che tutti gli anni coinvolge maggiormente i tifosi del basket americano, non cambieranno in alcun modo rispetto al passato. Si giocheranno quindi il primo turno, la semifinale per entrambe le conference con le conseguenti finali e poi la finale NBA al meglio delle 7 gare.

Nel caso in finale si arrivi a gara 7, la data prevista per questa partita è il 12 Ottobre.

Il protocollo sanitario NBA e NBA Disney World

Il rischio Coronavirus e i protocolli sanitari da adottare sono ancora oggetto di discussione, nonostante ciò il comunicato ufficiale sulla ripartenza del campionato chiarisce alcuni punti.

La maggior forma di contenimento per evitare il contagio è la scelta di adottare come unica sede sia per le partite che per gli alloggi il Disney World Resort, sede totalmente dedicata alle 22 squadre partecipanti, compresi gli Orlando Magic. Ogni squadra partecipante ha l’obbligo di poter portare all’interno della zona controllata solo 35 persone, compresi i giocatori.

I test per controllare che nessuna persona ammessa all’interno della zona venga contagiata verranno effettuati con scadenza quotidiana, anche se tutt’oggi non si sa quale tipologia di esame verrà scelto.

Le misure di protezione personale adottate anche da noi quotidianamente, come distanziamento, mascherine, controllo della temperatura e sanificazione costante di ambienti e attrezzature saranno  alla base del buon funzionamento del sistema scelto.

Un ulteriore protocollo è stato elaborato per quanto riguarda i casi di infortunio, nel caso in cui infatti un giocatore si faccia male durante una partita o un allenamento, è stato concordato che possa lasciare la zona controllata per recarsi ad effettuare gli esami del caso, resta in dubbio però un possibile rientro successivo.

Altro punto al centro delle polemiche per quanto riguarda la questione salute, è il permesso da parte dell’NBA di accettare all’interno della zona controllata i parenti dei giocatori, quest’ultimi infatti si sono dichiarati totalmente sfavorevoli all’idea di stare lontano dai loro cari per tre mesi. Una possibile soluzione, che viene vagliata in questi giorni dalla Lega e da Adam Silver è quella di accettare i parenti dei giocatori solamente nella seconda fase di playoff.

NBA calendario: le date 2020/21

L’NBA nonostante sia ancora alle prese con gli ultimi dettagli per la ripresa in totale sicurezza di quest’ultima parte di campionato ha già comunicato le prime date per l’organizzazione della stagione 2020\2021.

Il Draft 2020 avrà, infatti, luogo il 15 ottobre, seguito solamente tre giorni dopo, il 18 dall’inizio del mercato per i giocatori che risulteranno free agent.

Data stimata, ma ancora in discussione, è invece quella della ripartenza del campionato vero e proprio che ad oggi risulta essere il 1 dicembre.

Non ci resta quindi a noi tifosi del grande basket americano di aspettare il 31 Luglio per ricominciare le nostri lunghe notti insonni, seduti davanti ai televisori, che tanto in questo periodo ci sono mancate!!

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