Le dimissioni di Bartomeu: la tempesta Barcellona

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Josep Maria Bartomeu ex Presidente del Barcellona
Josep Maria Bartomeu ex Presidente del Barcellona

Le dimissioni di Bartomeu sono il logico epilogo della tempesta Barcellona

Le dimissioni di Bartomeu, il Clasico perso, facevano presagire ad una partita contro la Juventus molto difficile. Ma già questa estate c’era stata la telenovela Messi che voleva andare via e alla fine è rimasto, la società che paga la I3 Ventures, la società che gestisce i profili social dei giocatori per screditarli.

Messi voleva andare via

Dopo avere smentito l’indagine giornalistica che aveva portato alla luce la diffamazione tramite la I3 Ventures di Messi e Piqué, due tra i giocatori più rappresentativi del Barcellona, la Pulce aveva chiesto di essere ceduto tramite telefax. Il Manchester City era pronto a pagare lo stipendio di Leo Messi, il più caro al mondo ma non la clausola di rescissione dell’argentino pari a 700 milioni di euro. Dopo non avere presenziato ai primi allenamenti per cercare di essere ceduto, la frattura si è ricomposta e Leo Messi è tornato ad essere il Capitano del Barça in questa stagione e a deliziare i tifosi blaugrana con le sue giocate da extraterrestre.

Le dimissioni di Bartomeu: logico epilogo

Oltre a Messi e Piqué, anche Xavi e Guardiola, altre due bandiere del Barcellona e del catalanismo sarebbero stati oggetto di diffamazione. Da qui il logico epilogo avvenuto qualche giorno fa: la giunta Bartomeu si è dimessa criticando a lungo la Generalitat Catalana. Infatti l’ex Presidente aveva chiesto 15 giorni e la possibilità di evitare il voto di censura a causa della grande crisi provocata dall’emergenza sanitaria. Ma il Governo Catalano ha affermato che non c’erano motivi per rinviare questa decisione. Da qui le dimissioni che hanno portato alla creazione di una nuova giunta presieduta da Carlos Tusquets, ex capo della Commissione economica del Barça.

Come far votare 110.000 persone durante la pandemia

La crisi societaria era nata dalla querela di Jordi Farrè, che aveva denunciato la giunta Bartomeu per andare contro gli obblighi dello statuto del club. Infatti il 26 ottobre la giunta avrebbe dovuto convocare il voto di censura per la votazione tra il 1° e il 2 novembre nelle 21 sedi preposte al voto: 13 in Catalogna e 8 nel resto della Spagna. Ma il 60% dei soci ha più di 60 anni ed in totale si parla di oltre 110.000 persone che hanno diritto a votare il nuovo Presidente del Barça. In questa situazione Bartomeu aveva chiesto di opporsi al voto e ha giudicato il comportamento della Generalitat Catalana come “irresponsabile“.

Bartomeu, un Presidente vincente

Eletto nel 2015, Bartomeu è stato il 40° Presidente del Barcellona, succedendo a Rosell e superando l’ex Presidente Laporta. Bartomeu ha vinto durante la sua Presidenza quattro volte la Liga, quattro volte la Coppa del Re, due volte la Supercoppa di Spagna, una Supercoppa Europea, un Mondiale per Club e la Champions League nel 2015, l’anno dell’elezione. L’anno successivo i catalani vincevano anche il Mondiale per club mostrando ancora una volta il grande potere del Barça neanche 10 anni dopo l’indimenticata epoca di Xavi e Iniesta che aveva fruttato ben 3 Champions League al club catalano. Bartomeu nel giorno della dimissione ha dichiarato che ha raggiunto gli accordi per la Superlega Europea (smentito poi dall’UEFA). “La decisione sulla Superlega dovrà essere ratificata dalla prossima Assemblea” ha dichiarato l’ex Presidente.

La giunta Tusquets per arrivare alle elezioni

Le dimissioni di Bartomeu obbligano il Barça a nominare una nuova giunta il cui compito è convocare le nuove elezioni che dovranno avvenire entro tre mesi e quaranta giorni come tempo massimo anche nel bel mezzo della pandemia. Tusquets dovrà appoggiarsi al Sindacato dei Soci per decidere i membri della giunta provvisoria che non dovranno essere meno di 7. Al momento i membri della Commissione Economica sono 4: Juan Ramón Ramos, Joan Luis García Jobal, Miquel Lladó e Josep Maria Xercavins Lluch che potrebbero essere i primi ad essere nominati. Tusquets potrebbe anche attingere alla Commissione Disciplinaria in cui però uno tra i 5 membri, Jordi Argemí Puig, è tra i dimissionari. Potrebbe essere reintegrato o no perchè si era dimesso pur non avendo avuto il voto di censura? Lo statuto del Barcellona non è chiaro, così come il futuro del Barça che potrebbe nominare un nuovo Presidente tra gennaio e marzo lasciando alla Giunta in questo caso anche compiti di amministrazione, governo e rappresentanza del Barcelona cf fino alla nomina del nuovo Presidente.

La vittoria con la Juventus dà serenità all’ambiente

La vittoria con la Juventus dà serenità all’ambiente con la nuova stella Pedri, una buona prestazione degli esterni e Messi che finalmente dialoga con Griezmann e segna il goal del 2-0 su calcio di rigore regalato da Bernardeschi. Forse un nuovo inizio per il Barcellona dopo tutte queste nubi. Finalmente Dembelé ha mostrato il suo potenziale e Koeman sta ricevendo le prime buone risposte dopo il ko nel Clasico. Il futuro del Barcellona si deciderà in questi mesi convulsi mentre i casi positivi aumentano drammaticamente nella Regione che sogna l’indipendenza e le grandi vittorie del passato.

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